Nel 2026 i buoni benzina possono essere riconosciuti dal datore di lavoro come fringe benefit, ma non sono un contributo statale richiesto direttamente dal dipendente. Il loro valore si somma agli altri benefici in natura e rientra nei limiti complessivi di 1.000 euro, elevati a 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico. Parallelamente, dal 27 agosto al 5 settembre 2026 è confermato un intervento diverso: la riduzione temporanea dell’accisa sul gasolio. Le due misure possono produrre entrambe un risparmio sul rifornimento, ma hanno beneficiari, regole ed effetti fiscali differenti.
Che cosa sono i buoni benzina 2026
I buoni benzina sono titoli utilizzabili per acquistare carburante presso la rete accettante. Nel rapporto di lavoro costituiscono normalmente un beneficio in natura: l’azienda li acquista e li assegna al dipendente, che li utilizza secondo scadenza, circuito e condizioni riportate sul voucher.
Non esiste una domanda nazionale da presentare all’INPS o all’Agenzia delle Entrate. L’erogazione dipende dalla scelta del datore di lavoro, da un accordo aziendale, da un regolamento di welfare o dalle condizioni individuali applicabili. Il dipendente può chiedere informazioni all’ufficio personale, ma non ha automaticamente diritto al buono per il solo fatto di possedere un’automobile o sostenere spese di carburante.
Chi può riceverli
I destinatari sono i lavoratori dipendenti ai quali il datore di lavoro decide di attribuire il beneficio. L’assegnazione può riguardare tutti i dipendenti oppure determinate categorie individuate secondo criteri aziendali e nel rispetto delle regole applicabili. Non è necessario che il buono venga utilizzato per un viaggio di lavoro: può essere un fringe benefit destinato alle spese personali del lavoratore.
Le soglie fiscali non obbligano l’impresa a erogare 1.000 o 2.000 euro. Indicano soltanto il valore complessivo entro il quale beni, servizi e determinati rimborsi non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, se sono rispettate tutte le condizioni. L’importo effettivamente assegnato può quindi essere molto più basso.
- Non occorre avere un ISEE specifico
- Non occorre presentare una domanda allo Stato
- L’erogazione non è automatica
- Il datore di lavoro stabilisce importo e destinatari secondo le regole applicabili
- Il voucher deve essere utilizzato presso gli esercenti e nei termini indicati
Limiti esenti: 1.000 o 2.000 euro
Per i periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027, l’articolo 1, comma 390, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 stabilisce un limite complessivo di 1.000 euro. La soglia sale a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati.
Per applicare il limite maggiorato il lavoratore deve dichiarare al datore di lavoro di averne diritto, indicando il codice fiscale dei figli. Il requisito di figlio fiscalmente a carico va verificato secondo l’articolo 12 del TUIR e per l’intero periodo d’imposta: non basta la sola presenza di un figlio nel nucleo familiare.
- 1.000 euro: limite complessivo ordinario
- 2.000 euro: limite complessivo per dipendenti con figli fiscalmente a carico
- Le soglie valgono complessivamente, non per ciascun buono o datore
- Il limite maggiorato richiede la dichiarazione del lavoratore
Il vecchio bonus autonomo da 200 euro non vale nel 2026
Il bonus carburante fino a 200 euro introdotto per i lavoratori dipendenti nel 2022 e riproposto nel 2023 era una disciplina temporanea. Nel 2026 non deve essere sommato come soglia autonoma ai fringe benefit: i buoni benzina rientrano nel plafond generale di 1.000 o 2.000 euro.
Articoli che aggiungono automaticamente 200 euro ai limiti attuali rischiano quindi di fornire un conteggio errato. Per conoscere il margine ancora disponibile bisogna chiedere il valore fiscale di tutti i benefit già ricevuti nel corso del 2026.
Quali benefit si sommano ai buoni carburante
Nel limite confluiscono, tra gli altri, beni e servizi riconosciuti al dipendente e i buoni acquisto. Per il triennio 2025-2027 possono rientrare anche somme erogate o rimborsate per utenze domestiche di acqua, elettricità e gas, affitto dell’abitazione principale e interessi sul mutuo relativo all’abitazione principale, quando ricorrono le condizioni previste.
Il calcolo deve considerare il valore fiscalmente rilevante, non soltanto il denaro materialmente ricevuto. Auto aziendale a uso promiscuo, buoni spesa, regali e altri vantaggi possono ridurre lo spazio disponibile per ulteriori voucher carburante. È opportuno chiedere una situazione aggiornata all’amministrazione del personale prima di una nuova assegnazione a fine anno.
Che cosa succede se si supera la soglia
La regola ordinaria dell’articolo 51, comma 3, del TUIR prevede che, quando il valore complessivo supera la soglia applicabile, concorra al reddito l’intero valore dei beni e servizi e non soltanto la parte eccedente. Per questo anche uno sforamento di pochi euro può produrre un effetto fiscale maggiore del previsto.
Esempio: un dipendente senza figli fiscalmente a carico ha già ricevuto benefit per 900 euro. Un buono carburante da 100 euro porta il totale a 1.000 euro e resta entro il limite; un ulteriore buono da 50 euro porta il totale a 1.050 euro. In assenza di altre eccezioni, l’intero importo rilevante diventa imponibile. Il conteggio definitivo deve essere effettuato dal datore di lavoro sulla situazione individuale.
Buono benzina e rimborso chilometrico non sono la stessa cosa
Il buono benzina è un benefit utilizzabile per acquistare carburante. Il rimborso chilometrico riguarda invece l’uso del veicolo per una trasferta o missione di lavoro e segue regole documentali e fiscali differenti. Non basta consegnare uno scontrino del distributore per trasformare una spesa personale in rimborso di trasferta.
Per il rimborso occorrono la finalità lavorativa, l’autorizzazione e la documentazione prevista dall’azienda. Distanza, veicolo utilizzato e tariffa applicata devono essere ricostruibili. Confondere i due strumenti può causare errori in busta paga e nella certificazione fiscale.
Taglio delle accise confermato fino al 5 settembre 2026
Accanto ai buoni aziendali opera una misura distinta e generalizzata sul prezzo del gasolio. Il decreto-legge deliberato il 26 agosto e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 26 agosto 2026 ridetermina, dal 27 agosto al 5 settembre 2026, l’accisa sul gasolio usato come carburante in 532,90 euro per mille litri. La stessa aliquota temporanea è prevista per HVO e biodiesel che rispettano le condizioni indicate dal decreto.
Il consumatore non deve presentare domande: la riduzione opera fiscalmente lungo la filiera e dovrebbe riflettersi sul prezzo praticato, tenendo conto dei tempi di adeguamento, delle scorte e delle dinamiche commerciali. Il decreto quantifica in 105,6 milioni di euro gli oneri della riduzione prevista dai primi due commi.
La scadenza del 5 settembre è decisiva: una proroga o una diversa misura per le famiglie richiederebbe un nuovo provvedimento. Non bisogna quindi presentare come già approvato un eventuale bonus futuro basato sull’ISEE.
- Periodo ufficiale: dal 27 agosto al 5 settembre 2026
- Carburante interessato: gasolio, oltre a HVO e biodiesel alle condizioni previste
- Aliquota temporanea: 532,90 euro per mille litri
- Nessuna domanda da presentare da parte dell’automobilista
- Misura diversa dai buoni benzina concessi ai dipendenti
Esempio completo: buono aziendale e prezzo alla pompa
Immaginiamo che un’azienda assegni a settembre un buono carburante da 250 euro a un dipendente senza figli a carico. Se il lavoratore ha ricevuto nel 2026 altri fringe benefit per 600 euro, il totale raggiunge 850 euro e rimane sotto il limite di 1.000 euro. Se gli altri benefit fossero già pari a 900 euro, il totale salirebbe a 1.150 euro con le conseguenze fiscali previste per il superamento.
Il taglio dell’accisa non cambia il valore nominale del voucher né aumenta la soglia fiscale. Può però consentire, durante il periodo di efficacia e se la riduzione viene trasferita al prezzo finale, di acquistare una quantità leggermente maggiore di gasolio con lo stesso buono. Sono quindi due vantaggi potenzialmente cumulabili, ma prodotti da meccanismi completamente diversi.
Controlli da fare prima di usare o assegnare il buono
Il lavoratore dovrebbe verificare saldo, scadenza, rete accettante, carburanti ammessi e possibilità di utilizzo frazionato. Deve inoltre comunicare correttamente la presenza di figli fiscalmente a carico e segnalare eventuali benefit ricevuti da altri rapporti di lavoro nello stesso anno.
L’azienda deve tracciare il valore attribuito, verificare la soglia individuale ed effettuare l’eventuale conguaglio. I documenti interni dovrebbero distinguere chiaramente il voucher carburante dai rimborsi per trasferte e specificare che l’importo assegnato non rappresenta un bonus pubblico automatico.
Esempio: quanto buono carburante può ancora ricevere un dipendente
Un dipendente senza figli fiscalmente a carico ha già ricevuto nel 2026 buoni spesa per 400 euro e altri benefit per 350 euro. Il totale utilizzato è 750 euro: rispetto alla soglia complessiva di 1.000 euro restano teoricamente 250 euro. Un buono benzina da 200 euro porterebbe il totale a 950 euro; un buono da 300 euro lo porterebbe invece a 1.050 euro, oltre il limite.
Per un dipendente con figli fiscalmente a carico e dichiarazione consegnata al datore, a parità di benefit già ricevuti il margine teorico sarebbe 1.250 euro rispetto alla soglia di 2.000 euro. Il calcolo reale deve includere tutti i rapporti di lavoro e il valore fiscale di ogni beneficio assegnato nell'anno.
Buoni benzina 2026: beneficiari, soglie e adempimenti
| Situazione del dipendente | Limite complessivo 2026 | Cosa deve fare |
|---|---|---|
| Senza figli fiscalmente a carico | 1.000 € | Nessuna domanda allo Stato; verificare i benefit già ricevuti |
| Con figli fiscalmente a carico | 2.000 € | Dichiarare il diritto al datore indicando il codice fiscale dei figli |
| Con più rapporti di lavoro | Unico limite personale applicabile | Comunicare i benefit ricevuti dagli altri datori |
| Autonomo o pensionato senza rapporto dipendente | Disciplina non applicabile come fringe benefit | Non può richiedere questo buono allo Stato |
Esempi di calcolo del plafond residuo
| Caso | Benefit già ricevuti | Buono benzina | Totale | Esito rispetto alla soglia |
|---|---|---|---|---|
| Dipendente senza figli | 600 € | 250 € | 850 € | Entro il limite di 1.000 € |
| Dipendente senza figli | 900 € | 150 € | 1.050 € | Limite superato |
| Dipendente con figli a carico | 1.300 € | 500 € | 1.800 € | Entro il limite di 2.000 € |
| Dipendente con figli a carico | 1.850 € | 200 € | 2.050 € | Limite superato |
Buono benzina e taglio delle accise: differenze
| Elemento | Buono benzina aziendale | Taglio dell'accisa sul gasolio |
|---|---|---|
| Beneficiari | Dipendenti scelti dal datore | Acquirenti del carburante interessato |
| Domanda | Nessuna domanda pubblica; assegnazione aziendale | Nessuna domanda |
| Limite o durata | Plafond fringe benefit di 1.000 o 2.000 € | Dal 27 agosto al 5 settembre 2026 |
| Carburante | Quelli ammessi dal voucher | Gasolio; HVO e biodiesel alle condizioni del decreto |
| Effetto | Credito da spendere presso la rete accettante | Accisa rideterminata a 532,90 € per mille litri |
| Fonte | Legge 207/2024 e articolo 51 TUIR | D.L. 26 agosto 2026 |
FAQ
Chi ha diritto ai buoni benzina nel 2026?
Non esiste un diritto generalizzato. Possono riceverli i dipendenti ai quali il datore di lavoro decide di assegnarli, secondo accordi e regole aziendali applicabili.
Quanto vale il bonus benzina 2026?
Non c’è un importo statale unico. I buoni rientrano nel limite complessivo dei fringe benefit: 1.000 euro, elevato a 2.000 euro per dipendenti con figli fiscalmente a carico.
Serve l’ISEE per ricevere il buono carburante aziendale?
No. L’ISEE non è un requisito della disciplina dei fringe benefit. Il datore può tuttavia adottare criteri aziendali compatibili con le regole applicabili.
I 200 euro del vecchio bonus si aggiungono ai 1.000 euro?
No. La soglia autonoma temporanea dei vecchi bonus carburante non è prevista per il 2026; il voucher confluisce nel limite complessivo attuale.
Il taglio dell’accisa riguarda anche la benzina?
Il decreto pubblicato il 26 agosto 2026 ridetermina temporaneamente l’accisa sul gasolio e, alle condizioni previste, su HVO e biodiesel. Non introduce nello stesso articolo una corrispondente riduzione della benzina.
Bisogna chiedere lo sconto sulle accise al distributore?
No. Non è un voucher personale e non richiede una domanda: è una riduzione fiscale temporanea che opera sul carburante interessato.
Norme citate nella guida
Articolo 1, comma 390, legge 207/2024 ↗
Fissa per il 2025-2027 il limite dei fringe benefit a 1.000 euro, elevato a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.
Articolo 51, comma 3, del TUIR ↗
Disciplina il valore dei beni e servizi attribuiti al dipendente e le conseguenze del superamento del limite applicabile.
Decreto-legge 26 agosto 2026 ↗
Ridetermina dal 27 agosto al 5 settembre 2026 l'accisa sul gasolio in 532,90 euro per mille litri.
Fonti e verifiche
Contenuto verificato su fonti istituzionali e aggiornato alla data indicata. Norme, tariffe e condizioni contrattuali possono cambiare: consulta sempre la fonte e i documenti della tua compagnia.
Agenzia delle Entrate – fringe benefit 2025, 2026 e 2027 ↗Normattiva – legge 30 dicembre 2024, n. 207 ↗Normattiva – articolo 51 del TUIR ↗Gazzetta Ufficiale – decreto-legge 26 agosto 2026 sul gasolio ↗Questa guida ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza assicurativa, legale o fiscale né un’offerta di prodotti. Prima di decidere, verifica normativa vigente, preventivo e set informativo.





