Il cedolino di settembre 2026 può essere più basso per alcuni pensionati che non hanno comunicato all’INPS i redditi 2022 richiesti con la campagna RED 2023. Non è un taglio generalizzato delle pensioni: sulle sole posizioni interessate l’Istituto applica una trattenuta pari al 5% dell’importo pensionistico pagato a luglio 2026. Entro il 15 settembre resta possibile presentare la domanda di ricostituzione reddituale ed evitare le conseguenze più pesanti.
Chi è interessato dalla campagna RED 2023
La comunicazione INPS riguarda i pensionati residenti in Italia che erano tenuti a dichiarare i redditi relativi al 2022 e non lo hanno fatto entro la conclusione della campagna RED 2023. Il problema non coinvolge automaticamente ogni pensionato e non riguarda la pensione maturata con i contributi in quanto tale, ma le prestazioni o maggiorazioni il cui diritto dipende dal reddito.
Possono essere interessate, a seconda della posizione personale, integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, quattordicesima e altre somme collegate ai limiti reddituali. Per capire quale voce è coinvolta bisogna leggere la comunicazione personale e il cedolino, senza affidarsi soltanto a un confronto tra l’importo di due mesi diversi.
Come riconoscere la trattenuta sul cedolino
Nel cedolino di settembre l’INPS prosegue la trattenuta pari al 5% dell’importo della pensione pagato a luglio 2026. È una misura provvisoria legata alla mancata comunicazione reddituale e non dimostra, da sola, che le somme siano definitivamente non dovute.
Accedi al cedolino e cerca la dicitura riferita alla mancata comunicazione reddituale. Controlla inoltre MyINPS, PEC ed email: l’Istituto rende disponibile una comunicazione con le indicazioni sulla procedura. Una trattenuta diversa potrebbe dipendere da conguagli fiscali, recuperi o altre cause e va verificata separatamente.
- Controllare il cedolino di settembre 2026
- Trattenuta del 5% dell’importo pensionistico pagato a luglio
- Comunicazione disponibile nei canali personali INPS
- Scadenza della ricostituzione reddituale: 15 settembre 2026
Chi è escluso e che cosa cambia per le pensioni ai superstiti
La procedura descritta dall’INPS non riguarda le prestazioni di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni sociali. Chi riceve una di queste prestazioni non deve quindi interpretare automaticamente una variazione del cedolino come effetto della campagna RED 2023: occorre cercarne la causale specifica.
Per le pensioni ai superstiti, in caso di mancata regolarizzazione, l’INPS applica la riduzione massima prevista dall’articolo 1, comma 41, della legge 335/1995. È una conseguenza diversa dalla revoca definitiva indicata per le altre prestazioni collegate al reddito e va verificata sulla singola posizione.
La domanda da presentare entro il 15 settembre 2026
La procedura indicata dall’INPS si chiama “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”. Non basta inviare una generica dichiarazione RED o allegare i documenti a una richiesta di assistenza: bisogna utilizzare il servizio corretto oppure rivolgersi a un patronato.
Prima dell’invio prepara documento di identità, codice fiscale, comunicazione INPS e dati reddituali richiesti per il 2022. Verifica anche i redditi del coniuge o degli altri soggetti quando rilevanti per la prestazione. Conserva ricevuta e protocollo della domanda: dimostrano che l’adempimento è stato effettuato entro il termine.
Che cosa accade dopo la domanda
L’INPS verifica i redditi comunicati e ricostruisce la prestazione. Se i requisiti risultano rispettati, la sospensione può essere rimossa e gli importi vengono ricalcolati secondo la posizione effettiva. La presentazione della domanda non garantisce però il mantenimento della stessa somma: il risultato dipende dai redditi e dai limiti applicabili.
Controlla lo stato della pratica, le eventuali richieste di integrazione e i cedolini successivi. Se i dati sono già stati trasmessi o la trattenuta sembra errata, non inviare pratiche ripetute senza verifica: presenta una richiesta documentata tramite INPS o patronato.
Revoca e recupero delle somme dopo la scadenza
Se la ricostituzione non viene presentata entro il 15 settembre 2026, l’INPS può revocare definitivamente la prestazione collegata al reddito e recuperare le somme risultate non dovute. Per le pensioni ai superstiti opera invece la riduzione massima prevista dalla legge 335/1995.
Un provvedimento di revoca o recupero deve essere letto nella sua motivazione, negli importi e nei periodi indicati. Quando si ritiene che i redditi siano stati comunicati o calcolati in modo errato, è opportuno raccogliere dichiarazioni fiscali, ricevute RED e comunicazioni prima di presentare riesame o ricorso attraverso il canale competente.
Checklist pratica per non perdere la prestazione
Scarica i cedolini di luglio, agosto e settembre; recupera la comunicazione INPS; verifica se eri obbligato al RED per i redditi 2022; raccogli i dati richiesti e presenta la ricostituzione entro il termine. Non aspettare l’ultimo giorno, perché documenti mancanti o problemi di accesso possono impedire l’invio.
Dopo la presentazione salva ricevuta e numero di protocollo, annota la pratica nel calendario personale e verifica i cedolini successivi. La documentazione deve permettere di ricostruire cosa è stato dichiarato e quando.
Esempio: quanto vale la trattenuta del 5%
Un pensionato interessato dalla procedura ha ricevuto a luglio 2026 un importo pensionistico di 1.200 euro. Il 5% corrisponde a 60 euro: è l’ordine di grandezza della trattenuta visibile nel cedolino di settembre.
Il calcolo serve a riconoscere l’ordine di grandezza della voce, non a ricostruire il diritto alla prestazione. Presentando entro il 15 settembre la domanda con i redditi 2022, l’INPS verifica la posizione; senza domanda può procedere alla revoca e al recupero delle somme non dovute.
Esempi di trattenuta sul cedolino
| Importo pagato a luglio | Calcolo del 5% | Trattenuta indicativa |
|---|---|---|
| 800 euro | 800 × 5% | 40 euro |
| 1.000 euro | 1.000 × 5% | 50 euro |
| 1.200 euro | 1.200 × 5% | 60 euro |
| 1.600 euro | 1.600 × 5% | 80 euro |
FAQ
La trattenuta del 5% riguarda tutti i pensionati?
No. Riguarda le posizioni interessate dalla mancata dichiarazione dei redditi 2022 nell’ambito della campagna RED 2023.
Invalidità civile e assegno sociale sono interessati?
No. L’INPS esclude dalla procedura le prestazioni di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni sociali.
È sufficiente presentare una nuova dichiarazione RED?
L’INPS indica la specifica domanda di ricostituzione reddituale per sospensione; bisogna usare quel servizio o rivolgersi a un patronato.
Qual è l’ultimo giorno utile?
La scadenza comunicata dall’INPS è il 15 settembre 2026.
Norme citate nella guida
Articolo 35, comma 10-bis, D.L. 207/2008 ↗
Disciplina la sospensione delle prestazioni collegate al reddito in caso di mancata comunicazione.
Messaggio INPS 17 luglio 2026, n. 2394 ↗
Definisce trattenute, domanda di ricostituzione e termine del 15 settembre 2026.
Fonti e verifiche
I riferimenti seguenti permettono di approfondire le regole e i dati citati; non costituiscono una certificazione di ogni caso personale. Controlla data e ambito del documento prima di applicarlo.
INPS – Il cedolino di pensione di settembre 2026 ↗INPS – Campagna RED 2023 e sospensione delle prestazioni ↗Normattiva – articolo 35 del D.L. 207/2008 ↗INPS – Cedolino della pensione e servizi collegati ↗Questa guida ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza assicurativa, legale, fiscale o finanziaria né un’offerta di prodotti. Prima di decidere, verifica le fonti ufficiali e la documentazione applicabile.





