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Rateizzazione delle cartelle nel 2026: fino a 84 o 120 rate, requisiti e decadenza

Come chiedere la rateizzazione delle cartelle nel 2026: soglia di 120.000 euro, piani fino a 84 o 120 rate, documenti, rata minima ed effetti del mancato pagamento.

Redazione Koncepto · a cura di Ilie ManeschiAggiornato il 17 agosto 202620 minuti di lettura
Documenti fiscali, calendari mensili, checklist e calcolatrice per un piano di rateizzazione
Immagine editoriale originale realizzata per Koncepto.

Nel 2026 le somme fino a 120.000 euro comprese in ciascuna richiesta possono essere dilazionate, su semplice richiesta, fino a 84 rate mensili. Per ottenere da 85 a 120 rate, oppure per importi superiori a 120.000 euro, occorre documentare la temporanea difficoltà economico-finanziaria. La dilazione aiuta a gestire il debito, ma non cancella interessi, vincoli e rischio di decadenza.

Quando è possibile chiedere la rateizzazione

La richiesta riguarda le somme affidate all’Agenzia delle entrate-Riscossione che rientrano nell’ambito dell’articolo 19 del DPR 602/1973. Alcuni enti possono gestire autonomamente la dilazione e determinate procedure o tipologie di debito seguono regole differenti.

Prima di presentare l’istanza verifica cartelle e avvisi inclusi, importo aggiornato, eventuali sgravi o sospensioni e presenza di piani già attivi. Rateizzare una somma non dovuta può rendere più difficile la gestione della contestazione.

Fino a 120.000 euro: massimo 84 rate su semplice richiesta

Per le domande presentate nel 2025 e nel 2026, il contribuente che dichiara una temporanea situazione di obiettiva difficoltà può ottenere, per importi fino a 120.000 euro compresi in ciascuna richiesta, un piano fino a 84 rate mensili senza allegare la documentazione economica richiesta per i piani più lunghi.

La domanda può essere presentata con il servizio Rateizza adesso nell’area riservata o nell’app Equiclick, tramite modello RS inviato alla PEC competente oppure allo sportello. L’importo della singola rata non può essere inferiore a 50 euro.

  • Importo fino a 120.000 euro per ciascuna richiesta
  • Massimo 84 rate nel 2026
  • Dichiarazione di difficoltà temporanea
  • Servizio online, PEC o sportello
  • Rata minima di 50 euro

Quando servono documenti e come arrivare a 120 rate

La difficoltà economico-finanziaria deve essere documentata se, per somme fino a 120.000 euro, si chiedono da 85 a 120 rate oppure se l’importo della richiesta supera 120.000 euro. Le persone fisiche e le ditte individuali in regime semplificato utilizzano il modello RDF; gli altri soggetti il modello RDG.

L’Agenzia valuta il numero concedibile sulla base dei criteri e dei documenti previsti. Presentare i documenti non garantisce automaticamente 120 rate: il provvedimento può accogliere parzialmente la richiesta o concedere un numero inferiore.

Esempio di sostenibilità del piano

Un debito di 42.000 euro diviso aritmeticamente in 84 quote produce 500 euro mensili prima degli interessi di dilazione e degli arrotondamenti del piano reale. Lo stesso capitale in 120 quote sarebbe 350 euro prima degli interessi, ma il piano più lungo richiede documentazione e aumenta il periodo complessivo di esposizione.

La rata va confrontata con il margine mensile effettivo dopo spese essenziali, altri prestiti e scadenze annuali. Chiedere il massimo numero possibile non è sempre la scelta meno costosa; scegliere poche rate troppo elevate aumenta invece il rischio di decadenza.

Effetti della domanda e del pagamento della prima rata

Dalla presentazione della domanda, nei limiti e con le eccezioni indicate dall’Agenzia, non vengono avviate nuove procedure cautelari o esecutive sui debiti oggetto dell’istanza. La sola domanda non cancella automaticamente misure già esistenti.

Il pagamento integrale e tempestivo della prima rata può sospendere un fermo amministrativo relativo ai debiti inclusi nel piano e può estinguere procedure esecutive già avviate soltanto se non hanno superato determinate fasi. Ipoteca e azioni conservative richiedono verifiche specifiche.

Otto rate non pagate e decadenza

Per le rateizzazioni richieste dal 16 luglio 2022, il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, determina la decadenza. Se tra le rate non pagate c’è l’ultima, la decadenza può verificarsi anche con un numero inferiore.

Con la decadenza il residuo diventa esigibile in unica soluzione e possono riprendere le azioni di recupero. Per i piani richiesti dal 16 luglio 2022 non è possibile ottenere una nuova rateizzazione degli stessi debiti dopo la decadenza: per questo ogni difficoltà va affrontata prima di accumulare insoluti.

Rateizzazione, sospensione e definizione agevolata

Rateizzare significa pagare integralmente il debito secondo un piano con gli interessi previsti; non equivale a una rottamazione o a uno stralcio. Se la cartella contiene somme già pagate, annullate, prescritte prima del ruolo o sospendibili nei casi di legge, bisogna valutare lo strumento corretto prima della dilazione.

Conserva istanza, provvedimento, piano, ricevute e calendario. Imposta promemoria con anticipo e controlla sempre i documenti ufficiali aggiornati: una modifica normativa o una misura agevolativa può avere requisiti, scadenze e decadenze diverse dal piano ordinario.

ESEMPIO APPLICATO

Esempio pratico: 42.000 euro in 84 o 120 rate

Dividere aritmeticamente 42.000 euro in 84 quote produce 500 euro mensili prima degli interessi di dilazione. In 120 quote la base scende a 350 euro, ma il piano più lungo richiede la documentazione prevista e comporta un periodo maggiore di esposizione.

La rata sostenibile va confrontata con reddito disponibile, spese essenziali e altri debiti. La rata effettiva è quella del piano ufficiale, che include interessi e arrotondamenti.

Rateizzazione ordinaria delle cartelle nel 2026

Sintesi delle regole applicabili alle richieste presentate nel 2025 e 2026.
Debito nella richiestaRate richiesteDocumentazione
Fino a 120.000 €Da 1 a 84Domanda semplice con dichiarazione di difficoltà
Fino a 120.000 €Da 85 a 120Difficoltà economico-finanziaria documentata
Oltre 120.000 €Fino a 120Difficoltà economico-finanziaria documentata
Qualsiasi fasciaRata minima50 € secondo le indicazioni dell'Agenzia
DOMANDE FREQUENTI

FAQ

Quante rate si possono chiedere senza documenti nel 2026?

Fino a 84 rate mensili per importi fino a 120.000 euro compresi in ciascuna richiesta, dichiarando la temporanea difficoltà economico-finanziaria.

Quando si possono ottenere 120 rate?

Serve una richiesta documentata: per importi fino a 120.000 euro quando si chiedono da 85 a 120 rate, e sempre per importi superiori alla soglia.

Qual è la rata minima?

L’Agenzia indica un importo minimo di 50 euro sia per le istanze semplici sia per quelle documentate.

Quando si decade dal piano?

Per i piani richiesti dal 16 luglio 2022, dopo otto rate non pagate anche non consecutive, con la regola particolare prevista se è insoluta l’ultima rata.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Norme citate nella guida

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Fonti e verifiche

Contenuto verificato su fonti istituzionali e aggiornato alla data indicata. Norme, tariffe e condizioni contrattuali possono cambiare: consulta sempre la fonte e i documenti della tua compagnia.

Agenzia delle entrate-Riscossione – La rateizzazione dal 1° gennaio 2025Agenzia delle entrate-Riscossione – Come chiedere la rateizzazioneAgenzia delle entrate-Riscossione – Decadenza dal pianoNormattiva – Articolo 19 del DPR 602/1973
Avvertenza

Questa guida ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza assicurativa, legale o fiscale né un’offerta di prodotti. Prima di decidere, verifica normativa vigente, preventivo e set informativo.

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