Informazione chiara per decisioni più consapevoli
Home›Fisco e bonus›Dichiarazione IMU online: guida passo per passo
FISCO E BONUS · GUIDA COMPLETA

IMU 2027 come fare la dichiarazione online

Come inviare la dichiarazione IMU online: documenti, modello, controlli, ricevuta e scadenze. Guida al D.Lgs. 147/2026 e alla fase transitoria.

Redazione Koncepto · a cura di Ilie ManeschiAggiornato il 21 settembre 202617 minuti di lettura
Casa in miniatura, documenti immobiliari e computer con conferma simbolica di una dichiarazione online
Immagine editoriale originale realizzata per Koncepto.

La dichiarazione IMU online serve a comunicare le informazioni sull'immobile rilevanti per l'imposta: non è il pagamento dell'IMU e non coincide con il modello 730. L'articolo 26 del decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147 introduce una disciplina dichiarativa unificata ed esclusivamente telematica, rinviando a un decreto MEF per le modalità e mantenendo una fase transitoria per i modelli. In questa guida trovi il percorso pratico per preparare i dati, compilare, trasmettere e controllare la ricevuta, distinguendo i canali già documentati dalle nuove procedure ancora da verificare.

La novità in breve: dichiarazione online, non pagamento solo online

La notizia riguarda il modo di presentare la dichiarazione. Non significa che tutti i proprietari debbano compilare un nuovo documento ogni anno, né che il decreto abbia trasformato la dichiarazione in un versamento. Prima si verifica se esiste un obbligo dichiarativo; solo dopo si sceglie il canale di invio.

Per non sbagliare pratica, chiediti cosa devi fare: comunicare una variazione, versare il tributo oppure correggere un'omissione. Sono operazioni diverse, anche quando riguardano lo stesso immobile. Una ricevuta F24 non dimostra che la dichiarazione sia stata presentata; una dichiarazione acquisita non dimostra che l'imposta sia stata pagata.

Tre adempimenti da tenere separati
OperazioneA cosa serveDocumento da controllare
Dichiarazione IMUComunicare elementi rilevanti per il tributoModello trasmesso e ricevuta dell'esito
Versamento IMUPagare l'imposta dovutaQuietanza del pagamento
Dichiarazione TARIComunicare dati relativi alla tassa sui rifiutiPratica e ricevuta secondo la disciplina TARI

Qual è il decreto in vigore: articolo 26 del D.Lgs. 147/2026

Il riferimento esatto è un decreto legislativo, non un decreto-legge: D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 147, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell'11 agosto 2026, supplemento ordinario n. 30. L'entrata in vigore è il 12 agosto 2026. L'articolo 26 inserisce il comma 768-bis nell'articolo 1 della legge 160/2019 e abroga i precedenti commi 769 e 770.

Il nuovo comma prevede la trasmissione esclusivamente telematica secondo modalità approvate dal MEF, il termine ordinario del 30 giugno dell'anno successivo e l'efficacia della dichiarazione per gli anni seguenti se non cambiano gli elementi dichiarati. Per gli enti richiamati dal comma 759, lettera g), resta la presentazione annuale.

Attenzione alle date: l'entrata in vigore del decreto, l'attuazione delle nuove modalità e la decorrenza delle nuove sanzioni sono tre questioni distinte. Non ricavare automaticamente il giorno di avvio di un nuovo portale dalla data del 1° gennaio 2027 riportata nelle notizie sulle sanzioni. Il testo dell'articolo 26 e quello dell'articolo 39 sono collegati nella sezione normativa in fondo alla guida.

Fase transitoria: quale modello usare e cosa resta da verificare

L'articolo 26 conserva l'utilizzo dei modelli precedenti in attesa dell'entrata in vigore del decreto attuativo; il testo richiama i decreti del 29 luglio 2022 e del 4 maggio 2023. Esiste inoltre il successivo D.M. 24 aprile 2024, che ha approvato i modelli IMU/IMPi e IMU ENC con istruzioni e specifiche tecniche. Non scegliere quindi un vecchio PDF solo perché trovi quell'anno citato nella norma: verifica la versione resa disponibile dal MEF e accettata dal canale utilizzato.

Alla verifica editoriale del 21 settembre 2026 non abbiamo individuato nelle fonti ufficiali consultate il nuovo decreto attuativo del comma 768-bis. Questa guida descrive perciò il percorso telematico già documentato, non schermate di un nuovo servizio nazionale che non abbiamo potuto verificare. Prima dell'invio ricontrolla modelli, istruzioni e aggiornamenti del Dipartimento delle Finanze.

Le pagine comunali possono ancora descrivere consegna cartacea, PEC e servizi locali secondo la disciplina precedente. Non basta che una pagina sia online per concludere che ogni canale sia utilizzabile nel tuo caso dopo la riforma: chiedi conferma all'ufficio tributi, indicando anno e fattispecie. Le istruzioni locali non possono sostituire le modalità ministeriali quando queste sono obbligatorie.

Passo 1 — Verifica se devi davvero presentare la dichiarazione

La dichiarazione non è un inventario annuale di tutte le case possedute. Il controllo riguarda soprattutto informazioni che il Comune non può già conoscere e fattispecie per cui la norma richiede un'attestazione specifica. Una compravendita ordinaria comunicata attraverso il modello unico informatico notarile non comporta, da sola, un obbligo generalizzato di nuova dichiarazione; eventuali circostanze ulteriori vanno però valutate.

Tra i casi da esaminare ci sono variazioni delle aree edificabili, diritti reali non risultanti dagli aggiornamenti catastali e particolari agevolazioni. Il nuovo comma richiama espressamente, fra gli altri, alloggi sociali, l'assimilazione prevista per determinato personale in servizio e i fabbricati merce. Per immobili occupati abusivamente esistono requisiti e obblighi dichiarativi specifici: non basta affermare che la casa non è disponibile.

Se hai dubbi, invia all'ufficio tributi una domanda circostanziata: quale immobile, quale evento, in quale data e quale beneficio vuoi applicare. Conserva la risposta. Un generico “devo fare l'IMU?” non permette di distinguere dichiarazione e pagamento.

Passo 2 — Individua l'anno d'imposta e la scadenza

Il termine ordinario è il 30 giugno dell'anno successivo all'evento rilevante. L'anno da riportare non è automaticamente quello in cui accedi al computer: una variazione del 2026 riguarda l'annualità 2026 anche quando la pratica viene trasmessa nel 2027. Restano da verificare eventuali differimenti normativi applicabili.

Se stai intervenendo su una dichiarazione già scaduta, non mascherare il ritardo inserendo l'anno corrente. Ricostruisci l'annualità corretta e fai valutare separatamente la regolarizzazione. Questa guida non duplica l'approfondimento Koncepto sulle sanzioni, disponibile tra le guide collegate.

Esempi didattici: si presume che l'evento comporti un obbligo dichiarativo e non vi siano proroghe
EventoAnno da dichiarareTermine ordinario
Variazione rilevante del 10 ottobre 2025202530 giugno 2026: già trascorso alla data della guida
Variazione rilevante del 15 settembre 2026202630 giugno 2027
Variazione rilevante del 20 febbraio 2027202730 giugno 2028

Passo 3 — Prepara documenti, dati catastali e motivo della variazione

Crea una cartella di lavoro per immobile e annualità. Tieni separati i documenti usati per compilare dai file che il servizio richiede effettivamente di allegare: non ogni documento di supporto deve essere caricato. Non inviare dati personali superflui.

Il Comune rilevante è quello dell'immobile, non necessariamente quello di residenza del contribuente. Per immobili in Comuni diversi organizza pratiche distinte e controlla ciascun destinatario. Se agisci per un'altra persona, prepara anche il titolo o la delega richiesti: conoscere il suo codice fiscale non equivale a poter trasmettere per suo conto.

Checklist preparatoria Koncepto: adattare i documenti alla fattispecie
Dati da preparareDocumento utileControllo prima di procedere
Identità del contribuenteCodice fiscale e dati anagraficiNon confondere proprietario, rappresentante e intermediario
Identificazione dell'immobileVisura catastale aggiornataComune, foglio, particella e subalterno se presente
Diritto e quotaAtto o documentazione del diritto realeVerificare la percentuale, senza presumere sempre il 100%
Evento e decorrenzaAtto, provvedimento o altro documento pertinenteDistinguere data dell'evento e data dell'invio
Agevolazione richiestaDocumentazione dei requisiti specificiControllare anche eventuale cessazione del beneficio
Pratiche precedentiModello e ricevuta già conservatiEvitare duplicati e individuare gli elementi cambiati

Passo 4 — Scegli il percorso: invio diretto o intermediario

Il canale nazionale già documentato prevede trasmissione diretta attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate oppure tramite un intermediario abilitato. Non è il servizio del 730 precompilato. Parti dal sito ufficiale dell'Agenzia, controlla i requisiti di accesso e l'abilitazione necessaria alla funzione che utilizzerai.

Accedere con identità digitale non equivale ad avere già prodotto un file IMU valido. Se non hai familiarità con software fiscali, controlli e ricevute, valuta un intermediario che svolga effettivamente questo servizio: concorda prima costo, documenti, annualità e consegna della ricevuta. Non consegnare password SPID o codici temporanei a chi si offre di aiutarti.

Come scegliere senza confondere i canali
PercorsoQuando valutarloCosa non dare per scontato
Invio telematico direttoHai accesso al servizio e strumenti compatibiliUn PDF compilato non è automaticamente un file telematico
Intermediario abilitatoVuoi assistenza su compilazione e trasmissioneL'incarico non sostituisce la ricevuta finale
PEC o sportello comunale onlineSolo previa verifica dell'ammissibilità per la tua praticaNon sono automaticamente equivalenti al nuovo canale ministeriale

Passo 5 — Scarica modello e istruzioni dalla fonte ufficiale

Nella documentazione del Dipartimento delle Finanze cerca la dichiarazione IMU/IMPi e le relative istruzioni. I collegamenti al modello 2024, alle istruzioni e al decreto di approvazione sono raccolti tra le fonti in fondo alla pagina. Controlla se nel frattempo sia stata pubblicata una versione successiva: modello, istruzioni e specifiche devono essere coerenti.

Per trasmettere tramite file serve un programma compatibile con il tracciato richiesto. La stampa PDF serve a leggere e conservare il contenuto, ma non va caricata al posto del file nel servizio di trasmissione dei dichiarativi. Se il Comune offre un proprio modulo web, prima verifica che sia il servizio dichiarativo appropriato e non soltanto un calcolatore dell'imposta.

Passo 6 — Compila frontespizio e dati dell'immobile

Nel modello documentato dal D.M. 24 aprile 2024 parti da annualità, Comune e codice catastale del Comune; inserisci poi i dati del contribuente. Il dichiarante diverso dal contribuente va indicato quando ricorre quella situazione, con la corretta qualifica. L'intermediario incaricato dell'invio non diventa per questo il proprietario dell'immobile.

Per una normale pratica immobiliare IMU utilizza il quadro relativo agli immobili, non quello dedicato alle piattaforme marine. Confronta ogni identificativo con la visura; verifica caratteristica dell'immobile, quota, decorrenze e campi pertinenti all'agevolazione. Non inserire il prezzo di acquisto o la sola rendita in un campo che richiede un diverso valore fiscale: leggi l'istruzione specifica.

Le annotazioni servono a chiarire la fattispecie, non a sostituire campi obbligatori. Prima di confermare, rileggi la pratica come farebbe chi non conosce la tua storia: deve essere comprensibile cosa è cambiato, da quando e per quale immobile. Le denominazioni qui descritte riguardano il modello verificato, non anticipano quelle di un futuro modello unificato.

Passo 7 — Controlla il file e risolvi gli errori prima dell'invio

Genera il file con il programma scelto ed esegui il controllo previsto per quel modello. Nei servizi dell'Agenzia, Desktop Telematico ospita anche moduli di controllo per dichiarazioni IMU: verifica la versione disponibile e la compatibilità con il documento prodotto. L'avviso ufficiale del 3 giugno 2024 documenta gli aggiornamenti dei controlli IMU, non l'esistenza di una procedura web precompilata per tutti.

Leggi i messaggi del controllo, non soltanto il colore dell'icona. Un codice fiscale errato richiede una verifica dei dati; un modello non riconosciuto può richiedere l'aggiornamento del programma. Non modificare a mano l'estensione di un PDF per trasformarlo in un file telematico e non ignorare un errore bloccante.

Passo 8 — Trasmetti e scarica l'esito, non solo il protocollo

Prepara e autentica il file secondo il servizio utilizzato, quindi invialo dalla funzione di trasmissione. Salva l'identificativo restituito. L'Agenzia precisa che il protocollo iniziale non basta: occorre aprire la ricevuta e verificare l'esito dell'elaborazione. Se viene prodotto uno scarto, non trattare il documento come regolarmente acquisito.

Se l'invio è curato da un intermediario, chiedi copia del modello effettivamente trasmesso e della ricevuta relativa alla tua dichiarazione, non una generica conferma via messaggio. Confronta contribuente, annualità e pratica con quanto avevi consegnato.

Organizza infine un fascicolo con modello, ricevuta ed elementi di supporto. Puoi usare un nome chiaro come IMU-2026-Comune-immobile, evitando di mettere dati sensibili nei nomi di cartelle condivise. Una copia salvata in modo sicuro è più utile di uno screenshot provvisorio della schermata di invio.

PEC e portali del Comune: il controllo in più da fare

Le istruzioni pregresse e diversi servizi comunali contemplano la PEC. Ad esempio, Bologna distingue PEC e invio tramite Entratel/Fisconline; Magenta descrive una procedura con modulo e firma digitale. Sono esempi locali documentati, non la prova che una qualunque email soddisfi l'obbligo telematico riformato.

Se l'ufficio ti conferma che puoi usare quel percorso per il tuo caso, verifica indirizzo istituzionale, formato, firma, documenti richiesti e ricevute da conservare. Per un portale comunale parti sempre dal sito del Comune: il nome delle schermate e l'eventuale accesso con SPID o CIE dipendono dal servizio, quindi non esiste una sequenza di pulsanti identica in tutta Italia.

Non usare una semplice email ordinaria al posto del canale richiesto e non inviare la stessa pratica su più canali senza indicazioni dell'ufficio. In caso di dubbio sulla transizione normativa, chiedi conferma scritta prima di trasmettere.

Esempio completo: una variazione nel 2026, dalla cartella alla ricevuta

Immaginiamo che Lucia debba dichiarare una variazione rilevante relativa a un'area edificabile nel settembre 2026. È un esempio organizzativo, non un modello da copiare: il motivo dell'obbligo e il valore fiscale devono essere verificati sui documenti reali. Lucia decide di affidare la trasmissione a un intermediario, mantenendo il controllo sulle informazioni inviate.

Percorso illustrativo di Lucia — nessun dato catastale inventato da riutilizzare
FaseAzioneRisultato da ottenere
VerificaIndividua evento e obbligo con l'ufficio o il professionistaMotivo della dichiarazione chiaro
PreparazioneRaccoglie visura, quota, documenti della variazione e valore pertinenteDati coerenti con la situazione reale
CalendarioAssocia la variazione all'anno 2026Termine ordinario 30 giugno 2027, salvo differimenti
CompilazioneControlla la bozza del modello vigente al momento dell'invioComune, anno e immobile corretti
TrasmissioneL'intermediario controlla e invia il fileProtocollo della pratica
ChiusuraRiceve modello trasmesso ed esito di acquisizioneFascicolo completo, distinto dalle quietanze IMU

Se arriva uno scarto o scopri un errore dopo la trasmissione

Con uno scarto, parti dalla motivazione indicata nella ricevuta: identifica il problema, correggi la pratica, ripeti i controlli e verifica il successivo invio. Conserva anche il primo esito. Se il termine è vicino o trascorso, contatta subito l'assistenza o l'intermediario: non presumere che lo scarto conceda automaticamente giorni aggiuntivi.

Se invece la dichiarazione è stata acquisita ma contiene un errore, non inviare alla cieca una seconda pratica identica. Fai individuare la procedura correttiva prevista per modello, annualità e canale, citando il protocollo precedente. Errori nel versamento, errori dichiarativi e requisiti mancanti per un'agevolazione richiedono valutazioni distinte.

Casi particolari: enti non commerciali, immobili occupati e autonomie locali

Per gli enti non commerciali interessati dalla disciplina speciale non vale la semplificazione “nessuna variazione, nessuna dichiarazione”: il comma 768-bis conserva l'obbligo annuale. Nella transizione va individuato il modello pertinente; non adattare senza assistenza la pratica di un privato a un ente con immobili a uso misto.

L'esenzione per immobili occupati abusivamente richiede le condizioni di legge e la dichiarazione sia per il possesso dei requisiti sia per la cessazione. Il modello 2024 contiene campi dedicati: una generica annotazione sull'indisponibilità non è una verifica sufficiente dell'esenzione.

Questa guida riguarda l'IMU. Per immobili soggetti a IMIS nella provincia di Trento, IMI in quella di Bolzano o ILIA in Friuli Venezia Giulia controlla la disciplina e i servizi dell'ente competente: non applicare automaticamente il percorso nazionale a tributi diversi.

Checklist finale: quando puoi considerare conclusa la pratica

Prima di archiviare, usa questi controlli pratici. Il punto finale non è aver premuto Invia, ma poter ricostruire cosa hai dichiarato e con quale esito.

  • Ho verificato l'obbligo per la mia specifica situazione, non solo il fatto di possedere una casa.
  • Ho indicato anno d'imposta e Comune dell'immobile corretti.
  • Ho utilizzato modello e canale appropriati, verificando gli aggiornamenti della fase transitoria.
  • Ho controllato dati catastali, quota, decorrenza e documentazione dei benefici.
  • Ho conservato il modello realmente trasmesso e l'esito, non solo il protocollo iniziale.
  • Ho trattato separatamente il pagamento dell'imposta e l'eventuale regolarizzazione.
DOMANDE FREQUENTI

FAQ

La dichiarazione IMU online si fa sul sito del 730?

No. La dichiarazione IMU è distinta dalla dichiarazione dei redditi. Devi usare il modello e il percorso dichiarativo IMU appropriati, non aggiungere una comunicazione al 730 sperando che la sostituisca.

Il decreto è già in vigore?

Il D.Lgs. 147/2026 è in vigore dal 12 agosto 2026. L'articolo 26 rinvia però a modalità ministeriali e disciplina la transizione dei modelli: entrata in vigore della norma e disponibilità di una nuova procedura operativa non vanno confuse.

Devo presentarla ogni anno?

Non in via generale: conserva efficacia se non cambiano gli elementi dichiarati. Restano gli obblighi specifici, compresa la presentazione annuale per gli enti non commerciali richiamati dalla norma.

Basta avere SPID per inviare tutto?

L'accesso è solo una parte del percorso. Occorrono il servizio appropriato, gli eventuali requisiti di abilitazione, la compilazione compatibile e la verifica dell'esito. Non abbiamo verificato un nuovo modulo web nazionale unico già utilizzabile da tutti.

La PEC è sempre sufficiente?

Non considerarla automaticamente equivalente al percorso ministeriale. Verifica con il Comune l'ammissibilità per anno e fattispecie e le modalità richieste, soprattutto nella transizione alla nuova disciplina.

Posso pagare l'IMU senza aver presentato la dichiarazione?

Versamento e dichiarazione sono adempimenti distinti. Il pagamento non sana da solo un obbligo dichiarativo omesso; d'altra parte non ogni soggetto che versa è tenuto a una nuova dichiarazione.

Quanto costa la presentazione?

Non confondere l'imposta con il costo dell'assistenza. Chiedi al professionista un preventivo che specifichi compilazione, controllo, invio e gestione delle ricevute; eventuali servizi o strumenti utilizzati possono avere un costo.

Il protocollo prova che ho completato la dichiarazione?

Per l'invio tramite i servizi telematici va controllata anche la ricevuta dell'elaborazione. Il protocollo iniziale documenta l'invio del file, ma non esclude un successivo scarto.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Norme citate nella guida

D.Lgs. 147/2026, articolo 26 ↗

Inserisce il comma 768-bis nella legge 160/2019: dichiarazione telematica, termine ordinario, efficacia successiva e transizione dei modelli.

D.M. 24 aprile 2024 ↗

Modelli, istruzioni e specifiche tecniche IMU/IMPi e IMU ENC utilizzati per descrivere il percorso documentato, da verificare rispetto agli aggiornamenti attuativi.

APPROFONDISCI SU KONCEPTO

Guide collegate

Fonti e verifiche

I riferimenti seguenti permettono di approfondire le regole e i dati citati; non costituiscono una certificazione di ogni caso personale. Controlla data e ambito del documento prima di applicarlo.

Gazzetta Ufficiale — D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 147 (articoli 26 e 39) ↗Gazzetta Ufficiale — D.M. 24 aprile 2024: modelli IMU/IMPi e IMU ENC ↗Dipartimento delle Finanze — modello ufficiale IMU/IMPi 2024 (PDF; verificare eventuali sostituzioni) ↗Dipartimento delle Finanze — istruzioni ufficiali IMU/IMPi, D.M. 24 aprile 2024 (PDF) ↗Agenzia delle Entrate — presentazione telematica, protocolli e ricevute ↗Agenzia delle Entrate — archivio avvisi 2024: aggiornamenti controlli IMU del 3 giugno ↗Comune di Bologna — dichiarazione IMU e canali descritti dall'ente ↗Comune di Magenta — servizio dichiarazione IMU ↗
Avvertenza

Questa guida ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza assicurativa, legale, fiscale o finanziaria né un’offerta di prodotti. Prima di decidere, verifica le fonti ufficiali e la documentazione applicabile.

CONTINUA A LEGGERE

Gli ultimi articoli

TI È STATO UTILE?

Condividi questo articolo

Aiuta altre persone a trovare questa guida.